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Progetto SISME - Fase 1

Progetto: Riabilitazione del Sistema di Sorveglianza per Malattie Endemiche del Servizio Sanitario Nazionale nell’arcipelago di Zanzibar (SISME)

Dove: isole di Unguja e di Pemba (arcipelago di Zanzibar, Repubblica Unita di Tanzania)

Durata: 18 mesi (febbraio 2009 – luglio 2010)

Valore complessivo: € 340.010

Finanziatore principale: Ministero degli affari Esteri – Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo (70%)

Collaboratori principali: Ministry of Health (MoH), Zanzibar, Repubblica Unita di Tanzania

Altri collaboratori: Cooperazione governativa danese (DANIDA); Health Information System Program (HISP); Public Health Laboratory Ivo de Carneri (PHL-IdC)

 

 

SINTESI
Il progetto è intervenuto a sostegno della Riforma del Sistema di sorveglianza del servizio sanitario nazionale di Zanzibar, con l’intento di contribuire a migliorare il sistema di raccolta e analisi dei dati sanitari nell’arcipelago. Infatti, solo se i dati sanitari sono affidabili è possibile pianificare programmi di controllo mirati alle reali necessità e arginare tempestivamente gli eventuali focolai epidemici.
Il progetto ha visto la collocazione dell’Unità operativa di gestione dei dati sanitari presso il Laboratorio di sanità pubblica Ivo de Carneri (PHL-IdC) come centro epidemiologico di riferimento a Pemba, la riabilitazione delle unità operative dei Distretti sanitari tramite la fornitura delle attrezzature necessarie per la raccolta e l’analisi dei dati sanitari e la formazione del personale sanitario locale nell’ambito della sorveglianza epidemiologica.

 

CONTESTO DI INTERVENTO
Nel 2005 è stata avviata la riforma del Sistema di sorveglianza del servizio sanitario nazionale di Zanzibar, resasi necessaria a causa della limitata capacità nella pianificazione, organizzazione e gestione del sistema sanitario stesso. Questo fattore rappresenta un ostacolo importante al miglioramento duraturo dello stato di salute a Zanzibar. In particolare, la scarsità di personale sanitario competente in ospedali, dispensari e laboratori periferici ha penalizzato a lungo l’efficacia dei programmi di controllo delle malattie e lo svolgimento di ricerche per lo sviluppo del sistema sanitario.
La necessità di riabilitare il sistema di sorveglianza delle malattie, e quindi di intervenire in supporto alla riforma attraverso questo progetto, è nata dall’urgenza di migliorare il sistema di raccolta, rielaborazione, analisi, interpretazione e pubblicazione dei dati di gravità, diffusione e incidenza delle malattie endemiche ed epidemiche, permettendo così la pianificazione mirata delle campagne necessarie a controllarle.

 

OBIETTIVI
Obiettivo generale
Contribuire al miglioramento dello stato di salute della popolazione di Zanzibar attraverso la riabilitazione del sistema di sorveglianza delle malattie endemiche e delle epidemie, strumento indispensabile per il miglioramento degli interventi sanitari.
Obiettivi specifici
Rafforzare il ruolo centrale di riferimento epidemiologico del Laboratorio di sanità pubblica Ivo de Carneri (PHL-IdC) e delle strutture dei Distretti sanitari tramite la fornitura delle attrezzature e dei mezzi per la raccolta e analisi dei dati sanitari e la formazione di risorse umane nell’ambito della sorveglianza epidemiologica.

 

BENEFICIARI
Beneficiari diretti: operatori sanitari attivi nei dispensari, nei distretti e negli ospedali per un totale di circa 500 unità.
Beneficiari indiretti: Sistema sanitario nazionale e quindi la comunità degli utenti e tutto il personale operante nel Servizio sanitario di Zanzibar.

 

RISULTATI RAGGIUNTI
- L’Unità operativa di gestione dei dati sanitari (Health Management Information System - HMIS) è stata spostata e adeguatamente attrezzata presso il Laboratorio di sanità pubblica Ivo de Carneri, dove è operativa da giugno 2009.
- Gli operatori sanitari attivi nei dispensari, nei distretti e negli ospedali hanno ricevuto la formazione che permetterà loro di effettuare in modo puntuale e sistematico la raccolta e l’analisi dei dati epidemiologici.
- Sette strutture sanitarie, di cui quattro sull’isola di Unguja e tre a Pemba, sono state attrezzate per le attività di raccolta, analisi e trasmissione dei dati.